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giovedì 18 febbraio 2016

Bambini e mass-media – terzo incontro di Percorsi InFormativi

Giovedi 25 febbraio a Gorizia presso il Pastor Angelicus di Via Rabatta, Sala Marcuzzi alle ore 18, si terra il terzo dei quattro appuntamenti  del ciclo “Percorsi InFormativi”  organizzati dal Circolo Culturale Camillo Medeot.
Titolo della serata sarà “Bambini e assistenza – Cura e protezione delle nuove generazioni” dove con l’aiuto della Dott.ssa Samantha Falcone, psicoterapeuta, si cercherà di comprendere al meglio quale rapporto intercorra tra l’adolescente e i mass media oggi e quale ostacolo gli stessi creino o possano creare alla comunicazione famigliare. Tanti infatti sono i problemi legati alla diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione, ma quali sono gli influssi che esercitano sulle fasce più deboli e meno preparate della popolazione come le nuove generazioni appunto?  Nel corso dell’appuntamento cercheremo di rispondere a questa e a molte altre domande. Problema del rapporto interpersonale, sistema educativo, dove educazione non è sinonimo di istruzione, sistema preventivo salesiano e molto altro ancora verrà discusso e trattato nel corso della serata.
 L’incontro non vorrà, come sottolinea Il vicepresidente Eddy  Manzan, essere un’istantanea della società attuale e delle sue problematiche né dare analisi tecniche o critiche, bensì fornire istruzioni per l’uso e comunque sempre nell’ottica di quell’impegno cattolico per il sociale animato da spirito di gratuità che pone la persona al centro. Formare e Informare, infatti, è lo spirito che anima e caratterizza  l’iniziativa nella sua interezza, con forte spirito di servizio nei confronti della comunità.

Introduzione a cura del presidente Carlo Rojic a seguire l’ Intervento della relatrice , la Dott.ssa Samantha Falcone e poi come da consueto spazio alle domande del pubblico. Modera  l’incontro il vicepresidente Eddy Manzan.
Pensare Democratico

venerdì 20 novembre 2015

Al via il secondo appuntamento di Percorsi InFormativi

Il prossimo giovedi 26 novembre a Gorizia presso il Pastor Angelicus di Via Rabatta, Sala Marcuzzi alle ore 18, si terra il secondo dei quattro appuntamenti  del ciclo “Percorsi InFormativi”  organizzati dal Circolo Culturale Camillo Medeot.
Titolo della seconda tappa sarà “Occupazione difficoltà economiche e misure a sostegno del  reddito – Diritto all’indipendenza e alla dignità dell’individuo” dove al centro del discorso della serata verrà messo proprio l’individuo e attorno a questo si svilupperanno le varie tematiche, nell’ottica di quell’impegno cattolico per il sociale animato da spirito di gratuità che pone la persona al centro.
L’incontro che verterà sul tema del lavoro non vorrà, come sottolinea Il vicepresidente Eddy  Manzan, essere un’istantanea della società attuale né dare analisi tecniche o critiche al sistema , bensì fornire istruzioni per l’uso a quanti si trovino in difficoltà e non sappiano quali strumenti siano posti a loro favore dalla legislazione corrente. Formare e Informare, infatti, è lo spirito che anima e caratterizza  l’iniziativa nella sua interezza, con forte spirito di servizio nei confronti della comunità.
Dopo una breve introduzione a cura del presidente Carlo Rojic seguiranno dapprima gli Interventi dei relatori , il Dott Dreossi, economista e controller per aziende, del Dott Adalberto Chimera, vicedirettore della Caritas Diocesana di Gorizia e Dott Renato Nucera responsabile del Fondo Straordinario Famiglie in Salita.

A seguire sarà poi dato spazio alle domande del pubblico. Modererà l’incontro il vicepresidente Eddy Manzan
Pensare Democratico

lunedì 2 novembre 2015

Percorsi INformativi – Secondo incontro


Al via il primo dei quattro appuntamenti del Circolo Camillo Medeot.

Si è svolto martedì scorso il primo di quattro incontri promossi dal Circolo Camillo Medeot all’interno del progetto Percorsi INformativi   dal titolo Percorsi verso l’integrazione possibile e sostenibile degli immigrati - Tra accoglienza e crisi di identità, che ha affrontato in maniera oggettiva un tema tanto vivo e altrettanto sentito, anche dal territorio isontino , quale quello dell’immigrazione. Sono intervenuti l’Avv. Podlipnik del foro di Gorizia e l’Avv. Valentina Masotto. membro del CIR (Consiglio italiano per i rifugiati) che unitamente alla Dott.ssa Federica Ricci della Caritas che è parte attiva del progetto di integrazione Sprar  e alla Dott.ssa Lydie Coulibaly dell’Anolf , hanno illustrato prima sul piano legale e poi su quello operativo  come viene tutelato il diritto di asilo che è tra i diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti dalla nostra Costituzione. L’articolo 10, terzo comma, della Costituzione Italiana prevede, infatti, che lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Si è cominciato dapprima ad inquadrare, grazie alla chiara e dettagliata esposizione dei legali, quella che è la definizione di immigrati, rifugiati e richiedenti asilo all’interno del sistema legislativo per poi addentrasi in quella che è l’operatività sul nostro territorio. Ne è emerso un quadro chiaro che ha sfatato i tanti miti e le altrettante banali affermazioni che si sentono spesso sul tema, evidenziando come la condizione di accoglienza risulti un dovere per gli stati che sono oggetto di questi flussi immigratori e per i quali sono stanziati fondi ben determinati. Tra le tante cose che hanno colpito gli intervenuti alcune in particolare paiono interessanti. Troppo spesso si afferma che ai richiedenti asilo lo Stato italiano eroga direttamente ed individualmente 35 euro al giorno in cambio di nulla e senza coinvolgimento alcuno in attività lavorative. Ebbene di queste affermazioni, tanto superficialmente cavalcate anche dagli organi di informazione, non hanno trovato riscontro nella lucida e chiara esposizione degli esperti chiamati a svolgere attività esplicativa ed informativa in questa serata. E’ stato invece confermato che queste cifre vanno erogate agli operatori pubblici o privati che sono incaricati a svolgere attività di emergenza per l’accoglienza dei migranti. In quanto al tema del contributo lavorativo, che si vorrebbe dai più prestato in cambio dell’accoglienza, va rilevato che il dettato legislativo non prevede la possibilità per i richiedenti asilo di svolgere alcuna attività lavorativa. Ecco che viene dunque alla luce un quadro ben diverso da quello che ci viene da più parti prospettato e dal quale scaturisce in tutta la sua triste e prorompente realtà la condizione di queste persone, che, scappando da contesti di guerra e di miseria, cercano soltanto di mettere in salvo se stessi e le proprie famiglie, illudendosi, talvolta anche, di trovare da noi ben oltre quello che realmente troveranno, sospesi nel limbo tra un già di tribolazione e sofferenza e un non ancora intriso di speranza ed inquietudine per un futuro incerto e per una meta agognata e tanto sospirata ma altrettanto esile. Drammi di vita umana che si perpetuano in mezzo all’indifferenza della restante parte dell’umanità incapace di accogliere, incapace di capire a volte ma non sempre. Tanti, infatti, sono quelli che fortunatamente  con spirito caritatevole tendono le braccia ai più bisognosi per ridare dignità agli individui stessi  e al genere umano tutto. Percorsi IN formativi continuerà il 26 novembre con la serata dal titolo Occupazione difficoltà economiche e misure a sostegno del reddito – Diritto all’indipendenza e alla dignità dell’individuo sempre alle ore tema tanto 18,00 Presso la sala del Pastor Angelicus in via Rabatta 18 a Gorizia. sodalizio

Pensare Democratico

giovedì 24 settembre 2015

Percorsi INformativi - Il nuovo percorso del Circolo Medeot


Gli incontri organizzati dal corcolo culturale "Camillo Medeot" hanno l'ambizione di informare e formare i cittadini sui principali temi che attualmente sono all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale e locale come i problemi legati all'immigrazione, alla disoccupazione giovanile, alla condizione delle persone anziane. 

Il Circolo "Camillo Medeot" cerca di affrontare questi temi dando al suo impegno un carattere di spirito di servizio gratuito ispirato ai valori cattolici che stanno alla base dell'opera dell'associazione.

Si sono riuniti i membri del direttivo del Circolo Medeot di Gorizia per presentare la nuova iniziativa che prenderà il nome di “Percorsi InFormativi” col primo appuntamento ad ottobre. Una serie di incontri nell’alveo di quelli già svolti negli anni scorsi con una marcia in più, dice il presidente Carlo Andrea Rojic, e a darne prova é lo stesso nome che rievoca Informazione e Formazione con uno sguardo attento ai bisogni della cittadinanza. Percorsi InFormativi - come sottolinea il vicepresidente del sodalizio Eddy Manzan, hanno l’ambizione di formare ed informare i cittadini su alcuni temi di particolare rilevanza di questo periodo. Dall’immigrazione al problema reddituale – occupazionale,  dalla tutela dei più giovani all’attenzione per i meno giovani, tutto in un’ottica di servizio e con spirito di gratuità alla luce di quelli che sono i valori cattolici a fondamento del nostro agire e che hanno da sempre contraddistinto il nostro circolo. Il percorso si articolerà in quattro appuntamenti con cadenza mensile, due prima delle festività natalizie e due nel periodo gennaio/febbraio. Importanti anche i relatori esperti del settore che sapranno illustrare al meglio le tematiche in oggetto. Il primo appuntamento, previsto per il 13 ottobre e  dal titolo Percorsi verso l’integrazione possibile e sostenibile degli immigrati - Tra accoglienza e crisi di identità, cercherà di affrontare in maniera oggettiva un tema tanto vivo e altrettanto sentito anche nel territorio isontino quale quello dell’immigrazione. Maggiori dettagli saranno dati in seguito. Per informazioni: presidente @circolomedeot.it o 349/6429272 
Pensare Democratico

mercoledì 18 giugno 2014

Il Circolo Medeot si rinnova : Eddy Manzan vice presidente

Il rinnovato Direttivo del Circolo culturale “Camillo Medeot” è già in azione, prima della pausa estiva il riconfermato presidente Carlo Andrea Rojic ha deciso di responsabilizzare i suoi membri attraverso il meccanismo delle deleghe con l’obiettivo di promuovere e allargare il rapporto con i cittadini ed avviare le migliori procedure atte ad inoltrare le loro istanze agli organi competenti. Tanti sono i temi scottanti che riguardano la città di Gorizia, la preoccupante disoccupazione giovanile, le nuove povertà, il depauperamento delle istituzioni, l’abbandono degli edifici pubblici, le problematiche legate alla differente fiscalità della vicina Slovenia. Sarà sul filone della “salvaguardia delle nuove periferie” e su una visione di una “Gorizia 2040” dove il Circolo attiverà le proprie energie cercando anche una maggiore espansione sul territorio provinciale.
Nell’incontro è emersa inoltre la necessità di individuare i punti di forza e di debolezza presenti nella nostra città e nell’isontino. Diverse sono state le risposte ed a tale proposito il presidente chiede ai cittadini che volessero di intervenire su questo tema di scrivere a presidente@circolomedeot.it Ecco la suddivisione delle responsabilità del Circolo: al presidente Carlo Andrea Rojic viene affidata la delega ai rapporti istituzionali con gli enti, delega all'imprenditoria e commercio (Stefano Podlipnik), delega al lavoro (Silvia Beltrami), delega ai sistemi informativi (Luca Corolli), delega all'ambiente (Franco Dalla Francesca), delega ai rapporti con la cittadinanza (Enzo Dall'Osto), delega all'organizzazione degli eventi (Roberto Cevenini), delega alla formazione ed informazione (Eddy Manzan). Inoltre viene riconfermata in qualità di tesoriera Stefania Faggioli, nominato per la prima volta con la funzione di segretario Roberto Martina e come vice-presidente Eddy Manzan. I componenti del Circolo si adopereranno per rilanciare la pubblicazione “Popolo Goriziano” ed incrementare l'uscita delle newsletter che circolano in formato elettronico. 
Carlo Rojic

sabato 7 giugno 2014

Il circolo Medeot rinnova il direttivo

Un direttivo largamente rinnovato e la riconferma di Carlo Andrea Rojic alla presidenza. Queste le scelte che i soci del Circolo Medeot hanno fatto, nell’accogliente sala “Incontro” di via Veniero a Gorizia, nell’assemblea per il rinnovo degli incarichi per il triennio 2014-2017.
Rojic, intervenendo come presidente uscente, ha illustrato ai presenti le attività organizzate nei tre anni di mandato, ricordando i principi ispiratori, lo spirito di servizio alla comunità e il clima di impegno, competenza e condivisione che da sempre ha animato tutte le iniziative culturali e sociali del Circolo. Nella relazione è stata ribadita l’attenzione con la quale viene vissuta l’attività politica ed amministrativa che si sviluppa a Gorizia e nel territorio provinciale, definendone altresì il perimetro d’azione e confermando l’autonomia delle scelte e la libertà di espressione dei propri soci come uno dei capisaldi del Circolo Medeot. «Proprio questo modo di operare – ha sottolineato il presidente – ha permesso, in oltre dieci anni di presenza in città e nei territori provinciale e regionale, di riunire quelle persone che desiderano mettersi a servizio e dare un contributo attivo alla vita della comunità».
L’ampio e partecipato dibattito ha permesso di focalizzare punti di forza e di debolezza della presenza del Circolo nel territorio. A questo proposito, è stata evidenziata la necessità del rilancio del sito internet e della pubblicazione del “Popolo Goriziano” oltre che l’allargamento delle iniziative pubbliche su un ampio spettro di tematiche che interessano l’Isontino. I soci quindi, al termine degli interventi, hanno confermato alla guida del sodalizio Carlo Andrea Rojic ed eletto il nuovo direttivo composto da Silvia Beltrami, Roberto Cevenini, Luca Corolli, Enzo Dall’Osto, Franco Dalla Francesca, Stefania Faggioli, Eddy Manzan, Roberto Martina e Stefano Podlipnik.
Pensare Democratico
tratto dal sito - circolomedeot.it

domenica 12 gennaio 2014

Rolando Cian e Camillo Medeot: due esempi di fare politica

Ricordare la figura di Cian o del maestro Camillo Medeot mi fa pensare alla passione che mettevano nel loro agire nel suo spendersi per gli altri, insomma per fare politica
Ma cosa è cambiato rispetto ad allora?
Il panorama è decisamente diverso, mutati sono e i protagonisti e il contesto storico, viviamo in un periodo di crisi non solo economica ma anche sociale ed esistenziale.
La prima cosa che viene in mente è che non esistono più i partiti di allora, non esiste piu la democrazia cristiana e con essa l’unità dei cattolici in politica. Esiste però ed è vivo oggi come allora e forse ancora più necessario, viste le alterne vicende del mondo contemporaneo, il pensiero democristiano e si fa sentire. Non a caso di fronte a temi importanti, pur divisi tra destra e sinistra, si ricompattano le coscienze e questo per i principi alla base dello stesso, principi che sopravvivono e continuano a dare luce all’agire di molti uomini, principi che trovano fondamento nella Chiesa e nella dottrina sociale.
Europa dei popoli, speranza di pace all’indomani del grande conflitto che stravolse il vecchio continente, economia sociale al servizio delle persone e non del capitale o dello stato, come nei paesi del socialismo reale, e soprattutto centralità della persona. Questi sono i punti cardine da cui si sviluppa il pensiero democristiano.
Le politiche a sostegno della famiglia, il tema del lavoro da cui dipende la dignità dell’uomo e da cui questi non deve essere soffocato, sfruttato quale “risorsa umana” ma reso protagonista al centro dell’agire.
E’ da questi che dobbiamo ripartire, trovando nuovi amici, coinvolgendo nuovi giovani, prospettando soluzioni e prospettive degne di rappresentare e di dare speranza alle persone, avendo il coraggio di metterci in gioco discutendo lottando per i nostri obiettivi ma sempre con spirito di gratuità e mettendoci al servizio dei più bisognosi.
Questo è l’esempio che ci hanno dato ed il compito lasciatoci da portare avanti con coraggio.
Eddy Manzan

lunedì 8 aprile 2013

PENSARE DEMOCRATICO PRESENTA SARA VITO - candidata alle prossime regionali per l'isontino


PENSARE DEMOCRATICO PRESENTA SARA VITO candidata alle regionali FVG

Qualcosa su di lei
36 anni, sposata e presto mamma.
Laureata in Giurisprudenza, avvocato, lavoro nello studio a Ronchi dei Legionari.
Sono segretaria del PD di Fogliano Redipuglia e consigliere comunale.
Dal 2006 sono assessore in Provincia di Gorizia con le deleghe al bilancio, al personale, agli affari internazionali e allo sport.
Parlo correttamente inglese, tedesco e sloveno di base e ovviamente...bisiac.  Zeus è il mio cane :-)
Risultati ottenuti: 3 volte finalista al premio Oscar del bilancio in Italia; 31 progetti finanziati dall'UE; 9 milioni dieuro per gli impianti sportivi isontini; sempre a sostegno dello sport giovanile, femminile e disabile.
Mi candido perchè dobbiamo alzare la voce, tutti insieme, per mettere a posto i conti, ripulire la politica, difendere l'Isontino, dare lavoro a tutti e dare forza alle donne.  

Sara racconta il suo impegno
Stiamo attraversando un momento difficile, in cui la nostra comunità sembra essere costantemente presa di mira solo quando si parla di razionalizzazioni e tagli, ma è anche vero che abbiamo affrontato e vinto sfide molto più grandi. 
Noi siamo quelli che hanno abbattuto i confini, costruito l'Europa, favorito la convivenza tra lingue e culture diverse; gente di frontiera che non si perde in un bicchiere d'acqua.
Non possiamo stare a guardare chi smantella la nostra sanità, la nostra giustizia...perfino chi ci priva della libertà di scegliere dove poter nascere! Non abbiamo paura delle scelte giuste, ma dell'arbitrio. Dobbiamo alzare la nostra voce.
La nuova Regione dovrà saper dare valore alle persone e dignità a tutti i territori, nella certezza che non sono solo i numeri, ma soprattutto sono la qualità della azioni e dei progetti che una comunità sa proporre a fare la differenza. 
Ripartiamo dal far riconquistare al FVG quel ruolo di primato nel contesto internazionale, che aveva con il governo Illy e che poi ha perso perchè ha preferito una logica periferica e localistica.
L'Europa non è solo una scelta di politica comune, ma rappresenta l'opportunità di reperire risorse economiche importanti per lo sviluppo da investire in progetti, che mettano al centro il lavoro, l'innovazione, il turismo, la cultura, la sanità, l'ambiente, l'energia...
Dalla crisi si può uscire con una forte proposta politica di centrosinistra, che metta alla base di ogni azione il fondamento della sostenibilità, che non è una parola vuota, ma espime l'idea di un nuovo modello di sviluppo. Sostenibilità sociale, ambientale ed economica dovranno essere alla base di tutte le nostre scelte future.
Mettiamo a posto i conti, perchè la Giunta Tondo è completamente mancata di programmazione e di trasparenza. Vogliamo rendere la finanza pubblica degna di un paese moderno,  garantendo la possibilità agli Enti pubblici di essere strumenti dello sviluppo del territorio e non loro malgrado attori della recessione, perchè ingabbiati tra i parametri rigidi di contabilità pubblica, che sembrano fini a se stessi.
In questo modo mandiamo avanti i cantieri, pagando più velocemente le imprese, e affrontiamo con determinazione il tema del lavoro, che è cruciale e necessità di risposte terribilmente urgenti.
Facciamo recuperare alla politica il valore dell'esempio. Sobrietà e moralità devono essere la normalità dell'impegno quotidiano di chi è stato eletto e ha la responsabilità di rappresentare la comunità regionale.
Valorizziamo tutto l'Isontino, unito e solidale, perchè tutte le realtà e le tante qualità già esistenti vengano finalmente valorizzate.
Mettiamo al centro le persone, donne e uomini con pari opportunità, perchè solo così ci potrà essere il cambiamento di cui c'è tanto bisogno, con coraggio e concretezza per dare le risposte, che permettano di migliorare la qualità della vita nella nostra Regione. 
      Sara Vito - Pensare Democratico

martedì 1 maggio 2012

Corso per aspiranti consiglieri seconda serata

E' giunto al secondo incontro il corso per aspiranti consiglieri promosso dal presidente del Circolo Medeot Carlo Rojic. Argomento della serata il regolamento comunale e la sua importanza nello svolgimento delle attività consigliari. Relatore di provata capacità il dott Marino Marin.
Esposizione chiara ed esaustiva e altrettanto brillante dibattito a seguito che ha visto crescere l'interesse per i temi toccati nell'arco della serata. Tra i tanti interventi giova ricordare quello del presidente del Medeot che, oltre a spiegare le motivazioni alla base del percorso formativo, ha risposto anche ad alcune domande personali
Lo Stesso Rojic, infatti, interpellato in merito alla sua prossima candidatura come consigliere comunale ha dichiarato" Mi candido per una Gorizia migliore, più giovane e attiva, capace di guardare avanti, capace di superare i confini e operare a livello internazionale". Ed ha poi aggiunto "al primo posto deve esserci la persona che deve essere al centro, sentirsi pienamente soddisfatta attraverso il lavoro, cercando di risurre la disoccupazione in città".
Eddy Manzan

lunedì 30 aprile 2012

Un corso per aspiranti consiglieri

Competenza e rinnovamento : ecco le due parole chiave con cui restituire credibilità ai partiti in un periodo di forte messa in discussione. E per rispondere a questa necessità il Circolo Medeotha organizzato un breve corso di formazione, articolato in due serate (16 e 30 aprile) su compiti e funzionamento del Comune e dei suoi organi.
Brillante relatore il Dott Marin, che attraverso i concetti fondamentali di Cittadino (e non cliente), Statuto, Regolamento, legge elettorale, numerosi esempi pratici (come le Aziende partecipate) e anche aneddoti di storia vissuta, ha resao la prima serata piacevole ed interessante.
Prova ne è stata il dibattito scaturito tra l'ex difensore civico e la platea di aspiranti consiglieri. La formazione continua ad essere parte della missione del Circolo. Per una politica di qualità, per i cittadini.
Il secondo incontro si terrà lunedi 30 aprile presso la sede del circolo in Viale D'Annunzio, 15 a Gorizia
Eddy Manzan

lunedì 17 gennaio 2011

Le Acli parlano di Statuto Comunale e di elezioni

Si è svolto, martedi 11 gennaio a Monfalcone, all’Oratorio San Michele, l’incontro di ripresa dei lavori del Corso di formazione delle Acli. Relatore il dott Marino Marin che affrontava ancora la tematica del comune e del suo statuto con una panoramica sul sistema elettorale vigente.
Molti i partecipanti che hanno accolto con notevole entusiasmo l’argomento e ricco anche il dibattito che ne è conseguito.
Ne è emersa, ancora una volta, l’importanza dell’istituzione più prossima ai cittadini, il comune appunto, e del valore dello stesso e del suo Statuto, quale carta fondamentale, nella diffusione dei valori di partecipazione alla vita pubblica e all’impegno politico.
Se le cose possono cambiare e andare meglio lo dobbiamo, infatti, solo all’impegno dei singoli, svolto con onesta e senso etico. Un cristiano non può rinunciare, come afferma Eddy Manzan responsabile delle ACLI, al suo compito di dare testimonianza a tutto tondo di quei valori etici di cui è portatore. Deve con coraggio e perseveranza mostrare che si può agire con responsabilità e lo può fare impegnandosi nelle istituzioni più prossime, quali appunto il comune stesso, ma per far questo deve formarsi, studiare, in maniera tale da non farsi trovare impreparato.
Carlo Roijc, per il circolo Medeot, ha invece evidenziato come “il cittadino singolo non deve essere guidato dagli altri nelle decisioni ma esprimere le sue opinioni anche e soprattutto attraverso il voto e la partecipazione”.
Altro problema, emerso nel consueto dibattito col relatore, la presenza di risorse , i giovani, che sono si pieni di iniziative, di speranze ma che dal sistema vengono bloccati ed addirittura eliminati. Si evidenzia sempre più quindi la necessità di mettere in rete le risorse presenti sul territorio e di saperle sfruttare proficuamente, garantendo il pluralismo e la presenza dei cattolici, troppe volte non ascoltati.
Il prossimo appuntamento avrà luogo presso l’Oratorio San Michele a Monfalcone l’8/02/11 alle ore 20,30 e cerchera di spiegare in maniera semplice come si articola il bilancio comunale. Per informazioni si può scrivere al seguente indirizzo mail formazioneacligo@libero.it oppure telefonare al 3772001733.
Pensare Democratico

mercoledì 5 gennaio 2011

Riprendono i percorsi delle ACLI dopo le festività natalizie.

Nei mesi scorsi si sono tenuti i primi incontri dei percorsi formativi organizzati dalle ACLI in collaborazione con l’Azione Cattolica della provincia di Gorizia, l’uno “Fare politica, una vocazione al territorio e alla sua gente” e l’altro “Acli incontra, sui sentieri di un bene comune, che hanno riscosso un notevole interesse fra la gente”, che hanno riscosso un notevole interesse tra la gente.

Un ringraziamento va dato ai tanti che hanno reso possibile anche quest’anno il tutto, in particolare specialmente ai relatori, al Dott Marino Marin che cura la parte tecnico-giuridica, a Stefano de Colle, in rappresentanza delle Acli nazionali e a Don Giovanni Sponton per il prezioso apporto sia organizzativo sia in qualità, anche quest’anno, di primo relatore nella serata d’avvio dei percorsi. Altro contributo prezioso quello dell’amico Carlo Andrea Roijc, presidente del circolo Medeot e di Eddy Manzan responsabile di progetto per le Acli provinciali settore formazione.

Con queste iniziative le Acli si interrogano sui grandi temi e sugli aspetti fondamentali per ogni individuo, quali la scuola, il lavoro, l’immigrazione, l’etica e la politica.

“Vogliamo testimoniare”, dice Manzan, “la possibilità di una politica più umile e giusta, al sevizio della persona, capace di restituire fiducia alla società, nel tentativo di rilancio della politica stessa in una nuova concezione, quale azione di vicinanza ai più deboli, alla società nel suo insieme e soprattutto per ridare speranza. A questo scopo sono state individuate due strade il corso di formazione, per far crescere le persone e le coscienze, e Acli incontra, percorso volto all’ascolto e alla rielaborazione delle istanze dei cittadini”.

Ricordiamo i prossimi appuntamenti con il Corso di formazione per l’11 gennaio 2011 alle 20,30 a Monfalcone presso l’Oratorio San Michele dal titolo La legge elettorale, come proporsi all’elettore e per Acli Incontra il 17 febbraio 2011 sempre alle 20,30 presso la parrocchia dei SS Nicolò e Paolo a Monfalcone dal tema Immigrazione e integrazione, paura e/o risorsa.

Per informazioni si può scrivere al seguente indirizzo mail formazioneacligo@libero.it oppure telefonare al 3772001733.

Pensare Democratico

lunedì 5 aprile 2010

ACLI e CISL a confronto sul tema della famiglia

Si è svolto in febbraio a Gorizia il settimo appuntamento del corso di formazione organizzato dalle Acli della provincia di Gorizia, che ha visto come ospite il vicesegretario nazionale del movimento Paola Vacchina e come relatore il segretario regionale della Cisl Giovanni Fania. Tema della serata le politiche a sostegno della famiglia.
Al consueto filmato di apertura ha fatto seguito l´intervento della vicepresidente nazionale Acli, con un particolareggiato inquadramento storico della famiglia e delle problematiche relative. Sottolineando come il movimento sia da sempre vicino alle famiglie nell´ottica di un impegno cristiano nella società, ne ha evidenziato l´evolversi all´interno della società stessa e la particolare importanza che assume nella formazione ed educazione delle persone.
La famiglia, come giustamente affermato anche dalla Dottrina Sociale della Chiesa, aggiunge il responsabile alla formazione provinciale delle ACLI Eddy Manzan, da oggetto della politica deve diventare sempre più soggetto protagonista, quale importante ed irrinunciabile fondamento del nostro vivere in società, cellula primordiale e luogo di crescita della persona.
In particolare, grazie anche alla presenza come relatore del segretario regionale della Cisl Giovanni Fania, si è cercato di mettere sotto la lente di ingrandimento le politiche a favore della famiglia e, tenendo conto dell´inscindibilità del binomio Famiglia-Lavoro, delle conseguenze che su questa ha la sfera occupazionale. Basti pensare a mo di esempio, all´incidenza di quest´ultima sulla nascita di nuovi nuclei familiari. Ne è emerso un quadro che se da un lato può destare preoccupazione per le difficoltà che la famiglia incontra sul suo cammino, dall´altro non può che vederci ottimisti vista la partecipazione del pubblico non solo come presenze alla serata ma anche come interesse al dibattito che ha fatto seguito alla relazione introduttiva dei due relatori.
Eddy Manzan

domenica 22 novembre 2009

Art. 1 Cost. - Una Repubblica fondata sul lavoro

L’altro giorno, mentre mi recavo al lavoro, assorto dalla lettura e dai mille pensieri che affollano la mia mente la mattina, quasi d’un colpo, inaspettatamente, sono stato attratto dal paesaggio che, dal finestrino del treno, si presentava ai miei occhi con semplicità, ma allo stesso tempo ricco e meraviglioso. Purtroppo, spesso lo dimentichiamo, dando tutto per scontato. Ecco questo è quello che accade un pò con la nostra Costituzione, un patrimonio inestimabile, frutto del sacrificio di molte vite prima e del lavoro di molti uomini all’indomani della fine del secondo conflitto, e che è a nostra disposizione, patrimonio di tutti. Quanti, però, distratti da mille cose, da tanti differenti temi, che affollano e attraggono maggiormente la nostra attenzione all’interno del quadro politico attuale, si soffermano ancora a riscoprirla. Eppure ogni aspetto su cui si fonda il nostro vivere sociale è li racchiuso e nonostante questo, non paghi, andiamo a ricercare altrove. Il corso proposto dalle Acli funzione formazione della provincia di Gorizia si è soffermato nell’incontro di giovedì 22 ottobre proprio sulla riscoperta della Costituzione e dei suoi valori. La ricca ed esaustiva esposizione della prof.ssa Burba ci ha permesso di rivedere i tratti salienti dell’architettura Costituzionale e i principi base su cui la stessa si incardina.
Pur avendo a disposizione uno strumento cosi completo, sembriamo quasi non conoscerne la natura e gli scopi, quando addirittura l’esistenza.
Allo stato riscontro, con amarezza, un’assenza di patriottismo della costituzione, che è cosa diversa e da non confondere con il patriottismo nazionale.
La nostra Costituzione, infatti, viene sempre più spesso usata e sbeffeggiata e diviene luogo di contrapposizioni e di conflitti politici, strumento di divisioni insomma e non di unità.
Essa, invece, lungi dall’essere interpretata quale mito ideologizzato da una parte a suo uso e consumo, va vista come pietra angolare di tutta la legalità, quale legge superiore che detta i principi ed i valori cardine del nostro Stato e in cui quest’ultimo trova le sue radici più profonde e su cui si basa l’unità nazionale.
uesto non vuol dire ovviamente, come è emerso anche nel corsoqQuesto non vuol dire ovviamente, come è emerso anche nel corso dell’incontro di giovedì sera, che si debba diventare difensori dello status quo, che non vi sia l’esigenza di rivedere alcune parti per attualizzarle.
Lo stesso Dossetti nel 1995 aveva in mente un quadro di riforme da attuarsi, quali il superamento del bicameralismo perfetto, il presidenzialismo, un primo ministro eletto dalla Camera, la possibilità della sfiducia costruttiva e soprattutto l’incompatibilità tra la carica di PrimoMinistro e quella parlamentare, ai fini di una netta distinzione tra i poteri esecutivo e legislativo.
La centralità del ruolo dell’individuo, il rispetto della dignità umana ed il concetto di solidarietà a cui educare le persone, sono capisaldi della nostra costituzione, valori imprescindibili.
Il primato della persona trova quindi, nell’architettura della nostra Carta Costituzionale, posizione preminente e deriva direttamente dal personalismo e comunitarismo di Mounier e dall’umanesimo di Mariten, che costituivano, specie per uomini come Dossetti, il retroterra di pensiero da cui furono ricavati corollari di precetti costituzionali, e hanno lasciato una forte impronta della cultura cattolica.
In un’attenta ed approfondita analisi si scorge un forte senso di libertà e responsabilità nella capacità di guardare gli eventi dal basso, dalla prospettiva dei più deboli, al fine di rispondere alle esigenze della vita in tutte le sue dimensioni.
La centralità della persona e la necessità di guardare i fatti nella loro realtà oggettiva, alla luce della fede, per personaggi come Dossetti, e con criteri etici indicati dal magistero della Chiesa, quindi la comprensione della storia e delle sue evoluzioni, devono, ancora oggi, essere riflessione per gli uomini di buona volontà per un impegno politico concreto, coerente e responsabile.
Eddy Manzan

venerdì 2 ottobre 2009

Impegno politico dei cattolici

In un mondo sempre più complesso come il nostro il cattolico non può farsi trovare impreparato di fronte ai grandi temi che si presentano sul suo cammino.
L'idea che ci deve muovere quindi, come Cattolici, nel presentare iniziative sul tema dell’impegno politico, deve essere quella di aiutare a formare le coscienze ad una partecipazione consapevole e responsabile alla vita pubblica, sia come amministratori che come elettori, per creare non una politica cattolica ma una politica fatta dai cattolici.
Verrebbe a questo punto spontaneo chiedersi se si sente davvero il bisogno di un maggior impegno dei cattolici in politica.
In parte penso di aver gia risposto a questa domanda, ma qui vorrei aggiungere una cosa.
Ricordiamoci che interesse dei cattolici non è solo il tema della nascita e della morte. In mezzo c' è la vita. I salari, la scuola, l' economia, la sicurezza Insomma i problemi di tutti i giorni. Dobbiamo quindi essere preparati e saperli affrontare e trattare, con competenza e responsabilità.
Obiettivo quindi è quello di approfondire alcune tematiche alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa, rivolgendosi a chi senta l’esigenza di vivere con maggior consapevolezza e responsabilità la propria appartenenza alla comunità civile e politica, ma non solo; destinatari delle iniziative devono essere anche quanti già operano o intendono impegnarsi nell’attività istituzionale, politica e sociale, al fine di consentire una maggior maturazione di una coscienza critica, che sappia discernere nelle scelte quotidiane, capace di portare all’esercizio di una sempre più coerente testimonianza di fede nel proprio operare, educando ed incoraggiando una nuova forma di cittadinanza attiva, attenta alla difesa dei più deboli. Scopo, quindi, è quello di fornire degli strumenti per un operare cristiano nella realtà che ci circonda e che ci deve vedere a pieno titolo protagonisti.
Questo è lo spirito che ci ha mosso a realizzare un corso di formazione socio-politica come Acli provinciali ed articolato in nove incontri dal titolo Il ruolo dei cattolici in politica – tra dottrina sociale Costituzione.
Eddy Manzan

giovedì 10 settembre 2009

Fioroni incontra i giovani del goriziano

Federico Portelli, Stefano Podlipnik ,Luca Corolli, Eddy Manzan, Federico Vidic e Carlo Rojic (in quest’ordine nella foto) incontrano a Palmanova l’ex Ministro Beppe Fioroni, intervenuto ad un dibattito con la candidata alla segreteria regionale del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani.. Tra i tanti temi trattati dai giovani con l’esponente di Quarta Fase, di cui gli stessi fanno parte, a poche settimane dal congresso del Partito Democratico, i problemi del Goriziano, tra cui lavoro e sicurezza, e in particolare quello dell’impegno dei cattolici in politica. A tal proposito viene presentato dal gruppo il programma del corso di formazione socio politica realizzato in collaborazione tra il Circolo Camillo Medeot e le Acli della provincia di Gorizia e che trova il pieno sostegno dell’ex Ministro. Fioroni ribadisce l’importanza di questo tipo di iniziative nel panorama politico del nostro paese e da il pieno sostegno all’iniziativa., sottolineando che « E' importante la sala parto e la sala rianimazione, nascita e morte, ma i cattolici non si occupano solo di quello. In mezzo c' è la vita. I salari, la scuola, l' economia, la sicurezza.» Questi i grandi temi che anche i giovani di Quarta Fase della nostra provincia intendono portare avanti e sostenere con grande tenacia e determinazione e questo è anche lo scopo del corso di formazione politica che partirà a Monfalcone il 24 settembre alle 20,30 presso l’oratorio San Michele (per info formazioneacligo@libero.it), educare al bene comune, perché nessuno pensa ad una politica cattolica ma una politica fatta dai cattolici.
Pensare Democratico

domenica 12 luglio 2009

Corso di formazione politica

Nel corso ci una conferenza stampa indetta oggi, sabato 11 luglio 2009, al Bar Torino di Gorizia, è stato presentata un’importante iniziativa promossa da diverse realtà isontine: il primo “corso di formazione socio-politica” provinciale dedicato al “Ruolo dei cattolici in politica”.
Il corso, organizzato dalle Acli provinciali Funzione Formazione, con la partecipazione di Circolo “Camillo Medeot”, CISL, Acli regionali del FVG, Gioventù Aclista nazionale, Circolo Acli “Sant’Ambrogio” di Monfalcone e le associazioni monfalconesi “Il Grillo Parlante” e “Sotto la Rocca”, si articola in nove serate che si svolgeranno dal 24 settembre 2009 al 22 aprile 2010.
L’obbiettivo è quello di formare una nuova generazione di persone, ispirate da un sentire sociale, che non si limitino ad osservare la realtà, ma vogliano intervenire per cambiarla attraverso la loro passione e disponibilità.
I contenuti del corso si incentrano in particolare sui grandi temi della famiglia e del lavoro, senza trascurare la funzione degli enti locali.
Come ha sottolineato il responsabile formazione delle ACLI provinciali, Eddy Manzan, «quest’iniziativa è molto importante perché ha portato a collaborare diverse associazioni del territorio, creando una sinergia che fino ad oggi non era esistita. Trovo questo molto importante – ha aggiunto – in quanto nel presente si nota la grande mancanza di collegamenti tra realtà di ispirazione comune. – aggiunge infine - Il corso, toccando temi di particolare attualità, si rivolge a chi sente l’esigenza di vivere con maggior consapevolezza e responsabilità la propria appartenenza alla comunità civile e politica». Angelo Saullo, in rappresentanza della CISL, ha ricordato come «lavorare insieme sarà molto importante, anche per avvicinare quelle persone oggi disorientate che hanno voglia di mettersi in gioco per questa provincia, e più in generale il nostro paese».
Il presidente del Circolo Medeot, Carlo Andrea Rojic, ha sintetizzato gli obiettivi di questo percorso formativo: «L’idea è stata quella di iniziare un processo di formazione politica utile per tutti, ma in particolare rivolto alle giovani generazioni, per renderle capaci e pronte un giorno a prendere le giuste decisioni. Il mondo sta diventando sempre più difficile e caotico, sempre più una crisi economica senza precedenti, disoccupazione giovanile e mancanza di valori. Servono risposte e noi vogliamo attivare le menti delle persone».
«E’ proprio qui – ha ribadito Alessandro Visintin, della presidenza nazionale dei Giovani delle ACLI – che il ruolo della famiglia nella società di oggi deve essere determinante nell’educazione dei figli per una nuova società. Il cristiano – ha aggiunto – dovrebbe contribuire a migliorare la democrazia rappresentativa con l’integrazione della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e sociale, come annunciava Paolo VI nella sua enciclica “Octogesima Adveniens”».
In conclusione alla presentazione è stata consegnata la brochure con i contenuti e il modulo di iscrizione al corso. Per informazioni e richieste ci si può rivolgere al numero 3772001733 o scrivere all’email formazioneacligo@libero.it. E’ possibile aderire fino al giorno 24 settembre, data del primo della serie di incontri, che si terranno alternativamente tra Gorizia e Monfalcone.
Pensare Democratico

lunedì 19 gennaio 2009

E' tempo di fare PD!!!

Il Partito Democratico ultimamente ha subito critiche e attacchi da più parti per il modo con cui si pone sulla scena politica, attacchi non solo esterni ma anche interni.
Ritengo che allo stato si sia speso troppo tempo a discutere e poco, troppo poco, a fare, quando da fare c’è e in abbondanza, vedi i bisogni della gente che lotta ogni giorno con i mille problemi della vita, le riforme, il federalismo, le istanze del nord produttivo e del nord-est, ancora più in particolare, in un tempo di profonda crisi, crisi non solo economica
E’ tempo di agire non più di dibattere su cosa e come procedere, sulle forme e sui contenitori.
Questo non vuol ovviamente dire un procedere alla cieca bensì un nuovo modo di intervenire, perché l’elemento necessario per il successo di ogni agire si incardina nella comprensione della natura dei problemi da risolvere.
Bisogna individuare ed allo stesso tempo illustrare nuovi obiettivi e fornire nuove risposte ai problemi che si presentano sul nostro cammino. Occorre insomma un cambiamento di rotta per arrivare al vero PD, occorre esprimere una nuova classe dirigente giovane, in grado di svecchiare la politica al pari di quanto accade negli altri paesi europei, capace di svincolarsi dai personalismi e che consenta una ripresa della democrazia rappresentativa, a partire dal livello locale, a partire dalle segreterie stesse, che basi il suo operato sull’apertura e sul coinvolgimento della base, specialmente giovanile, che sappia accogliere con semplicità e sensibilità le varie esigenze della popolazione.
E per far questo occorre volontà e preparazione nell’agire di fronte ai temi sempre più complessi che si presentano e che richiedono quindi maggior attenzione alla formazione della classe dirigente, per occupare posizioni solo se in grado di sostenerle nella loro gravità, bandendo superficialità, improvvisazione e irresponsabilità che troppo spesso emergono nelle scelte di chi governa.
Occorre quindi un qualcosa di nuovo, ma veramente nuovo, un fare pensando e un pensare facendo, un dinamismo politico che si contrapponga alla passata staticità di una politica non in grado di stare dietro alla velocità dell’evolversi della società e delle nuove tecnologie, che pongono problemi sempre più articolati, la cui risoluzione e risposta deve, per essere efficace, diventare altrettanto se non più veloce e capace di anticipare scenari e sviluppi
Maggior attenzione verso la gente, maggior ascolto e soprattutto maggiori risposte, maggior senso pratico per ridare speranza, ma non senza contenuti, non vuota e cieca, bensì una speranza carica di valori, grazie alla forza del sapere ciò che è giusto fare.
Eddy Manzan