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mercoledì 18 giugno 2014

Il Circolo Medeot si rinnova : Eddy Manzan vice presidente

Il rinnovato Direttivo del Circolo culturale “Camillo Medeot” è già in azione, prima della pausa estiva il riconfermato presidente Carlo Andrea Rojic ha deciso di responsabilizzare i suoi membri attraverso il meccanismo delle deleghe con l’obiettivo di promuovere e allargare il rapporto con i cittadini ed avviare le migliori procedure atte ad inoltrare le loro istanze agli organi competenti. Tanti sono i temi scottanti che riguardano la città di Gorizia, la preoccupante disoccupazione giovanile, le nuove povertà, il depauperamento delle istituzioni, l’abbandono degli edifici pubblici, le problematiche legate alla differente fiscalità della vicina Slovenia. Sarà sul filone della “salvaguardia delle nuove periferie” e su una visione di una “Gorizia 2040” dove il Circolo attiverà le proprie energie cercando anche una maggiore espansione sul territorio provinciale.
Nell’incontro è emersa inoltre la necessità di individuare i punti di forza e di debolezza presenti nella nostra città e nell’isontino. Diverse sono state le risposte ed a tale proposito il presidente chiede ai cittadini che volessero di intervenire su questo tema di scrivere a presidente@circolomedeot.it Ecco la suddivisione delle responsabilità del Circolo: al presidente Carlo Andrea Rojic viene affidata la delega ai rapporti istituzionali con gli enti, delega all'imprenditoria e commercio (Stefano Podlipnik), delega al lavoro (Silvia Beltrami), delega ai sistemi informativi (Luca Corolli), delega all'ambiente (Franco Dalla Francesca), delega ai rapporti con la cittadinanza (Enzo Dall'Osto), delega all'organizzazione degli eventi (Roberto Cevenini), delega alla formazione ed informazione (Eddy Manzan). Inoltre viene riconfermata in qualità di tesoriera Stefania Faggioli, nominato per la prima volta con la funzione di segretario Roberto Martina e come vice-presidente Eddy Manzan. I componenti del Circolo si adopereranno per rilanciare la pubblicazione “Popolo Goriziano” ed incrementare l'uscita delle newsletter che circolano in formato elettronico. 
Carlo Rojic

sabato 7 giugno 2014

Il circolo Medeot rinnova il direttivo

Un direttivo largamente rinnovato e la riconferma di Carlo Andrea Rojic alla presidenza. Queste le scelte che i soci del Circolo Medeot hanno fatto, nell’accogliente sala “Incontro” di via Veniero a Gorizia, nell’assemblea per il rinnovo degli incarichi per il triennio 2014-2017.
Rojic, intervenendo come presidente uscente, ha illustrato ai presenti le attività organizzate nei tre anni di mandato, ricordando i principi ispiratori, lo spirito di servizio alla comunità e il clima di impegno, competenza e condivisione che da sempre ha animato tutte le iniziative culturali e sociali del Circolo. Nella relazione è stata ribadita l’attenzione con la quale viene vissuta l’attività politica ed amministrativa che si sviluppa a Gorizia e nel territorio provinciale, definendone altresì il perimetro d’azione e confermando l’autonomia delle scelte e la libertà di espressione dei propri soci come uno dei capisaldi del Circolo Medeot. «Proprio questo modo di operare – ha sottolineato il presidente – ha permesso, in oltre dieci anni di presenza in città e nei territori provinciale e regionale, di riunire quelle persone che desiderano mettersi a servizio e dare un contributo attivo alla vita della comunità».
L’ampio e partecipato dibattito ha permesso di focalizzare punti di forza e di debolezza della presenza del Circolo nel territorio. A questo proposito, è stata evidenziata la necessità del rilancio del sito internet e della pubblicazione del “Popolo Goriziano” oltre che l’allargamento delle iniziative pubbliche su un ampio spettro di tematiche che interessano l’Isontino. I soci quindi, al termine degli interventi, hanno confermato alla guida del sodalizio Carlo Andrea Rojic ed eletto il nuovo direttivo composto da Silvia Beltrami, Roberto Cevenini, Luca Corolli, Enzo Dall’Osto, Franco Dalla Francesca, Stefania Faggioli, Eddy Manzan, Roberto Martina e Stefano Podlipnik.
Pensare Democratico
tratto dal sito - circolomedeot.it

lunedì 8 aprile 2013

PENSARE DEMOCRATICO PRESENTA SARA VITO - candidata alle prossime regionali per l'isontino


PENSARE DEMOCRATICO PRESENTA SARA VITO candidata alle regionali FVG

Qualcosa su di lei
36 anni, sposata e presto mamma.
Laureata in Giurisprudenza, avvocato, lavoro nello studio a Ronchi dei Legionari.
Sono segretaria del PD di Fogliano Redipuglia e consigliere comunale.
Dal 2006 sono assessore in Provincia di Gorizia con le deleghe al bilancio, al personale, agli affari internazionali e allo sport.
Parlo correttamente inglese, tedesco e sloveno di base e ovviamente...bisiac.  Zeus è il mio cane :-)
Risultati ottenuti: 3 volte finalista al premio Oscar del bilancio in Italia; 31 progetti finanziati dall'UE; 9 milioni dieuro per gli impianti sportivi isontini; sempre a sostegno dello sport giovanile, femminile e disabile.
Mi candido perchè dobbiamo alzare la voce, tutti insieme, per mettere a posto i conti, ripulire la politica, difendere l'Isontino, dare lavoro a tutti e dare forza alle donne.  

Sara racconta il suo impegno
Stiamo attraversando un momento difficile, in cui la nostra comunità sembra essere costantemente presa di mira solo quando si parla di razionalizzazioni e tagli, ma è anche vero che abbiamo affrontato e vinto sfide molto più grandi. 
Noi siamo quelli che hanno abbattuto i confini, costruito l'Europa, favorito la convivenza tra lingue e culture diverse; gente di frontiera che non si perde in un bicchiere d'acqua.
Non possiamo stare a guardare chi smantella la nostra sanità, la nostra giustizia...perfino chi ci priva della libertà di scegliere dove poter nascere! Non abbiamo paura delle scelte giuste, ma dell'arbitrio. Dobbiamo alzare la nostra voce.
La nuova Regione dovrà saper dare valore alle persone e dignità a tutti i territori, nella certezza che non sono solo i numeri, ma soprattutto sono la qualità della azioni e dei progetti che una comunità sa proporre a fare la differenza. 
Ripartiamo dal far riconquistare al FVG quel ruolo di primato nel contesto internazionale, che aveva con il governo Illy e che poi ha perso perchè ha preferito una logica periferica e localistica.
L'Europa non è solo una scelta di politica comune, ma rappresenta l'opportunità di reperire risorse economiche importanti per lo sviluppo da investire in progetti, che mettano al centro il lavoro, l'innovazione, il turismo, la cultura, la sanità, l'ambiente, l'energia...
Dalla crisi si può uscire con una forte proposta politica di centrosinistra, che metta alla base di ogni azione il fondamento della sostenibilità, che non è una parola vuota, ma espime l'idea di un nuovo modello di sviluppo. Sostenibilità sociale, ambientale ed economica dovranno essere alla base di tutte le nostre scelte future.
Mettiamo a posto i conti, perchè la Giunta Tondo è completamente mancata di programmazione e di trasparenza. Vogliamo rendere la finanza pubblica degna di un paese moderno,  garantendo la possibilità agli Enti pubblici di essere strumenti dello sviluppo del territorio e non loro malgrado attori della recessione, perchè ingabbiati tra i parametri rigidi di contabilità pubblica, che sembrano fini a se stessi.
In questo modo mandiamo avanti i cantieri, pagando più velocemente le imprese, e affrontiamo con determinazione il tema del lavoro, che è cruciale e necessità di risposte terribilmente urgenti.
Facciamo recuperare alla politica il valore dell'esempio. Sobrietà e moralità devono essere la normalità dell'impegno quotidiano di chi è stato eletto e ha la responsabilità di rappresentare la comunità regionale.
Valorizziamo tutto l'Isontino, unito e solidale, perchè tutte le realtà e le tante qualità già esistenti vengano finalmente valorizzate.
Mettiamo al centro le persone, donne e uomini con pari opportunità, perchè solo così ci potrà essere il cambiamento di cui c'è tanto bisogno, con coraggio e concretezza per dare le risposte, che permettano di migliorare la qualità della vita nella nostra Regione. 
      Sara Vito - Pensare Democratico

lunedì 30 aprile 2012

Un corso per aspiranti consiglieri

Competenza e rinnovamento : ecco le due parole chiave con cui restituire credibilità ai partiti in un periodo di forte messa in discussione. E per rispondere a questa necessità il Circolo Medeotha organizzato un breve corso di formazione, articolato in due serate (16 e 30 aprile) su compiti e funzionamento del Comune e dei suoi organi.
Brillante relatore il Dott Marin, che attraverso i concetti fondamentali di Cittadino (e non cliente), Statuto, Regolamento, legge elettorale, numerosi esempi pratici (come le Aziende partecipate) e anche aneddoti di storia vissuta, ha resao la prima serata piacevole ed interessante.
Prova ne è stata il dibattito scaturito tra l'ex difensore civico e la platea di aspiranti consiglieri. La formazione continua ad essere parte della missione del Circolo. Per una politica di qualità, per i cittadini.
Il secondo incontro si terrà lunedi 30 aprile presso la sede del circolo in Viale D'Annunzio, 15 a Gorizia
Eddy Manzan

lunedì 17 gennaio 2011

Le Acli parlano di Statuto Comunale e di elezioni

Si è svolto, martedi 11 gennaio a Monfalcone, all’Oratorio San Michele, l’incontro di ripresa dei lavori del Corso di formazione delle Acli. Relatore il dott Marino Marin che affrontava ancora la tematica del comune e del suo statuto con una panoramica sul sistema elettorale vigente.
Molti i partecipanti che hanno accolto con notevole entusiasmo l’argomento e ricco anche il dibattito che ne è conseguito.
Ne è emersa, ancora una volta, l’importanza dell’istituzione più prossima ai cittadini, il comune appunto, e del valore dello stesso e del suo Statuto, quale carta fondamentale, nella diffusione dei valori di partecipazione alla vita pubblica e all’impegno politico.
Se le cose possono cambiare e andare meglio lo dobbiamo, infatti, solo all’impegno dei singoli, svolto con onesta e senso etico. Un cristiano non può rinunciare, come afferma Eddy Manzan responsabile delle ACLI, al suo compito di dare testimonianza a tutto tondo di quei valori etici di cui è portatore. Deve con coraggio e perseveranza mostrare che si può agire con responsabilità e lo può fare impegnandosi nelle istituzioni più prossime, quali appunto il comune stesso, ma per far questo deve formarsi, studiare, in maniera tale da non farsi trovare impreparato.
Carlo Roijc, per il circolo Medeot, ha invece evidenziato come “il cittadino singolo non deve essere guidato dagli altri nelle decisioni ma esprimere le sue opinioni anche e soprattutto attraverso il voto e la partecipazione”.
Altro problema, emerso nel consueto dibattito col relatore, la presenza di risorse , i giovani, che sono si pieni di iniziative, di speranze ma che dal sistema vengono bloccati ed addirittura eliminati. Si evidenzia sempre più quindi la necessità di mettere in rete le risorse presenti sul territorio e di saperle sfruttare proficuamente, garantendo il pluralismo e la presenza dei cattolici, troppe volte non ascoltati.
Il prossimo appuntamento avrà luogo presso l’Oratorio San Michele a Monfalcone l’8/02/11 alle ore 20,30 e cerchera di spiegare in maniera semplice come si articola il bilancio comunale. Per informazioni si può scrivere al seguente indirizzo mail formazioneacligo@libero.it oppure telefonare al 3772001733.
Pensare Democratico

mercoledì 5 gennaio 2011

Riprendono i percorsi delle ACLI dopo le festività natalizie.

Nei mesi scorsi si sono tenuti i primi incontri dei percorsi formativi organizzati dalle ACLI in collaborazione con l’Azione Cattolica della provincia di Gorizia, l’uno “Fare politica, una vocazione al territorio e alla sua gente” e l’altro “Acli incontra, sui sentieri di un bene comune, che hanno riscosso un notevole interesse fra la gente”, che hanno riscosso un notevole interesse tra la gente.

Un ringraziamento va dato ai tanti che hanno reso possibile anche quest’anno il tutto, in particolare specialmente ai relatori, al Dott Marino Marin che cura la parte tecnico-giuridica, a Stefano de Colle, in rappresentanza delle Acli nazionali e a Don Giovanni Sponton per il prezioso apporto sia organizzativo sia in qualità, anche quest’anno, di primo relatore nella serata d’avvio dei percorsi. Altro contributo prezioso quello dell’amico Carlo Andrea Roijc, presidente del circolo Medeot e di Eddy Manzan responsabile di progetto per le Acli provinciali settore formazione.

Con queste iniziative le Acli si interrogano sui grandi temi e sugli aspetti fondamentali per ogni individuo, quali la scuola, il lavoro, l’immigrazione, l’etica e la politica.

“Vogliamo testimoniare”, dice Manzan, “la possibilità di una politica più umile e giusta, al sevizio della persona, capace di restituire fiducia alla società, nel tentativo di rilancio della politica stessa in una nuova concezione, quale azione di vicinanza ai più deboli, alla società nel suo insieme e soprattutto per ridare speranza. A questo scopo sono state individuate due strade il corso di formazione, per far crescere le persone e le coscienze, e Acli incontra, percorso volto all’ascolto e alla rielaborazione delle istanze dei cittadini”.

Ricordiamo i prossimi appuntamenti con il Corso di formazione per l’11 gennaio 2011 alle 20,30 a Monfalcone presso l’Oratorio San Michele dal titolo La legge elettorale, come proporsi all’elettore e per Acli Incontra il 17 febbraio 2011 sempre alle 20,30 presso la parrocchia dei SS Nicolò e Paolo a Monfalcone dal tema Immigrazione e integrazione, paura e/o risorsa.

Per informazioni si può scrivere al seguente indirizzo mail formazioneacligo@libero.it oppure telefonare al 3772001733.

Pensare Democratico

lunedì 5 aprile 2010

ACLI e CISL a confronto sul tema della famiglia

Si è svolto in febbraio a Gorizia il settimo appuntamento del corso di formazione organizzato dalle Acli della provincia di Gorizia, che ha visto come ospite il vicesegretario nazionale del movimento Paola Vacchina e come relatore il segretario regionale della Cisl Giovanni Fania. Tema della serata le politiche a sostegno della famiglia.
Al consueto filmato di apertura ha fatto seguito l´intervento della vicepresidente nazionale Acli, con un particolareggiato inquadramento storico della famiglia e delle problematiche relative. Sottolineando come il movimento sia da sempre vicino alle famiglie nell´ottica di un impegno cristiano nella società, ne ha evidenziato l´evolversi all´interno della società stessa e la particolare importanza che assume nella formazione ed educazione delle persone.
La famiglia, come giustamente affermato anche dalla Dottrina Sociale della Chiesa, aggiunge il responsabile alla formazione provinciale delle ACLI Eddy Manzan, da oggetto della politica deve diventare sempre più soggetto protagonista, quale importante ed irrinunciabile fondamento del nostro vivere in società, cellula primordiale e luogo di crescita della persona.
In particolare, grazie anche alla presenza come relatore del segretario regionale della Cisl Giovanni Fania, si è cercato di mettere sotto la lente di ingrandimento le politiche a favore della famiglia e, tenendo conto dell´inscindibilità del binomio Famiglia-Lavoro, delle conseguenze che su questa ha la sfera occupazionale. Basti pensare a mo di esempio, all´incidenza di quest´ultima sulla nascita di nuovi nuclei familiari. Ne è emerso un quadro che se da un lato può destare preoccupazione per le difficoltà che la famiglia incontra sul suo cammino, dall´altro non può che vederci ottimisti vista la partecipazione del pubblico non solo come presenze alla serata ma anche come interesse al dibattito che ha fatto seguito alla relazione introduttiva dei due relatori.
Eddy Manzan

domenica 22 novembre 2009

Art. 1 Cost. - Una Repubblica fondata sul lavoro

L’altro giorno, mentre mi recavo al lavoro, assorto dalla lettura e dai mille pensieri che affollano la mia mente la mattina, quasi d’un colpo, inaspettatamente, sono stato attratto dal paesaggio che, dal finestrino del treno, si presentava ai miei occhi con semplicità, ma allo stesso tempo ricco e meraviglioso. Purtroppo, spesso lo dimentichiamo, dando tutto per scontato. Ecco questo è quello che accade un pò con la nostra Costituzione, un patrimonio inestimabile, frutto del sacrificio di molte vite prima e del lavoro di molti uomini all’indomani della fine del secondo conflitto, e che è a nostra disposizione, patrimonio di tutti. Quanti, però, distratti da mille cose, da tanti differenti temi, che affollano e attraggono maggiormente la nostra attenzione all’interno del quadro politico attuale, si soffermano ancora a riscoprirla. Eppure ogni aspetto su cui si fonda il nostro vivere sociale è li racchiuso e nonostante questo, non paghi, andiamo a ricercare altrove. Il corso proposto dalle Acli funzione formazione della provincia di Gorizia si è soffermato nell’incontro di giovedì 22 ottobre proprio sulla riscoperta della Costituzione e dei suoi valori. La ricca ed esaustiva esposizione della prof.ssa Burba ci ha permesso di rivedere i tratti salienti dell’architettura Costituzionale e i principi base su cui la stessa si incardina.
Pur avendo a disposizione uno strumento cosi completo, sembriamo quasi non conoscerne la natura e gli scopi, quando addirittura l’esistenza.
Allo stato riscontro, con amarezza, un’assenza di patriottismo della costituzione, che è cosa diversa e da non confondere con il patriottismo nazionale.
La nostra Costituzione, infatti, viene sempre più spesso usata e sbeffeggiata e diviene luogo di contrapposizioni e di conflitti politici, strumento di divisioni insomma e non di unità.
Essa, invece, lungi dall’essere interpretata quale mito ideologizzato da una parte a suo uso e consumo, va vista come pietra angolare di tutta la legalità, quale legge superiore che detta i principi ed i valori cardine del nostro Stato e in cui quest’ultimo trova le sue radici più profonde e su cui si basa l’unità nazionale.
uesto non vuol dire ovviamente, come è emerso anche nel corsoqQuesto non vuol dire ovviamente, come è emerso anche nel corso dell’incontro di giovedì sera, che si debba diventare difensori dello status quo, che non vi sia l’esigenza di rivedere alcune parti per attualizzarle.
Lo stesso Dossetti nel 1995 aveva in mente un quadro di riforme da attuarsi, quali il superamento del bicameralismo perfetto, il presidenzialismo, un primo ministro eletto dalla Camera, la possibilità della sfiducia costruttiva e soprattutto l’incompatibilità tra la carica di PrimoMinistro e quella parlamentare, ai fini di una netta distinzione tra i poteri esecutivo e legislativo.
La centralità del ruolo dell’individuo, il rispetto della dignità umana ed il concetto di solidarietà a cui educare le persone, sono capisaldi della nostra costituzione, valori imprescindibili.
Il primato della persona trova quindi, nell’architettura della nostra Carta Costituzionale, posizione preminente e deriva direttamente dal personalismo e comunitarismo di Mounier e dall’umanesimo di Mariten, che costituivano, specie per uomini come Dossetti, il retroterra di pensiero da cui furono ricavati corollari di precetti costituzionali, e hanno lasciato una forte impronta della cultura cattolica.
In un’attenta ed approfondita analisi si scorge un forte senso di libertà e responsabilità nella capacità di guardare gli eventi dal basso, dalla prospettiva dei più deboli, al fine di rispondere alle esigenze della vita in tutte le sue dimensioni.
La centralità della persona e la necessità di guardare i fatti nella loro realtà oggettiva, alla luce della fede, per personaggi come Dossetti, e con criteri etici indicati dal magistero della Chiesa, quindi la comprensione della storia e delle sue evoluzioni, devono, ancora oggi, essere riflessione per gli uomini di buona volontà per un impegno politico concreto, coerente e responsabile.
Eddy Manzan

lunedì 19 gennaio 2009

E' tempo di fare PD!!!

Il Partito Democratico ultimamente ha subito critiche e attacchi da più parti per il modo con cui si pone sulla scena politica, attacchi non solo esterni ma anche interni.
Ritengo che allo stato si sia speso troppo tempo a discutere e poco, troppo poco, a fare, quando da fare c’è e in abbondanza, vedi i bisogni della gente che lotta ogni giorno con i mille problemi della vita, le riforme, il federalismo, le istanze del nord produttivo e del nord-est, ancora più in particolare, in un tempo di profonda crisi, crisi non solo economica
E’ tempo di agire non più di dibattere su cosa e come procedere, sulle forme e sui contenitori.
Questo non vuol ovviamente dire un procedere alla cieca bensì un nuovo modo di intervenire, perché l’elemento necessario per il successo di ogni agire si incardina nella comprensione della natura dei problemi da risolvere.
Bisogna individuare ed allo stesso tempo illustrare nuovi obiettivi e fornire nuove risposte ai problemi che si presentano sul nostro cammino. Occorre insomma un cambiamento di rotta per arrivare al vero PD, occorre esprimere una nuova classe dirigente giovane, in grado di svecchiare la politica al pari di quanto accade negli altri paesi europei, capace di svincolarsi dai personalismi e che consenta una ripresa della democrazia rappresentativa, a partire dal livello locale, a partire dalle segreterie stesse, che basi il suo operato sull’apertura e sul coinvolgimento della base, specialmente giovanile, che sappia accogliere con semplicità e sensibilità le varie esigenze della popolazione.
E per far questo occorre volontà e preparazione nell’agire di fronte ai temi sempre più complessi che si presentano e che richiedono quindi maggior attenzione alla formazione della classe dirigente, per occupare posizioni solo se in grado di sostenerle nella loro gravità, bandendo superficialità, improvvisazione e irresponsabilità che troppo spesso emergono nelle scelte di chi governa.
Occorre quindi un qualcosa di nuovo, ma veramente nuovo, un fare pensando e un pensare facendo, un dinamismo politico che si contrapponga alla passata staticità di una politica non in grado di stare dietro alla velocità dell’evolversi della società e delle nuove tecnologie, che pongono problemi sempre più articolati, la cui risoluzione e risposta deve, per essere efficace, diventare altrettanto se non più veloce e capace di anticipare scenari e sviluppi
Maggior attenzione verso la gente, maggior ascolto e soprattutto maggiori risposte, maggior senso pratico per ridare speranza, ma non senza contenuti, non vuota e cieca, bensì una speranza carica di valori, grazie alla forza del sapere ciò che è giusto fare.
Eddy Manzan

domenica 4 gennaio 2009

Giovani precari. Ma chi pensa al loro futuro in tempo di crisi?

Nell’era del progresso irrefrenabile e talvolta non controllato, ci troviamo a volte indietro in alcuni settori, o, peggio ancora, torniamo sui nostri passi in maniera inspiegabile ed assurda. Questo purtroppo è quanto accade oggi nel mondo del lavoro, mondo in cui, dopo tutte le conquiste fatte al seguito di dure ed aspre lotte, per ottenere salari decenti e che consentano un’esistenza dignitosa, ci troviamo proiettati all’indietro in maniera assurda e sconsiderata, senza alcuna apparente e spiegabile motivazione. Vediamo i sacrifici dei nostri giovani, su cui dovrebbe rifondersi la speranza della società del nostro secolo, depauperati di sogni, speranze e ogni altro. Si, depauperata della speranza, in specie, di un futuro certo e sereno, depauperata delle faticose lotte sindacali fatte dai nostri predecessori ed il tutto in nome del guadagno e del profitto facile e sfrenato.
Fino agli anni novanta l’unica possibilità per un’impresa, qualora si trovasse in condizione di dover assumere, seppur per un periodo breve e limitato, una certa quantità d’unità lavorative, era ricorrere ad una forma contrattuale di lavoro subordinato a tempo determinato, che vedeva tutelati i diritti del lavoratore al percepimento di un giusto salario, del pagamento dei contributi, ferie, tredicesima e liquidazione, il famoso TFR (trattamento di fine rapporto). Dopo il 1996, invece, le cose sono state rese più facili. Tali forme contrattuali sono poi state estese soprattutto ai Call Center consentendo alle aziende un risparmio pari al 40% rispetto al lavoro dipendente, dando cosi il via ad una lunga serie d’abusi.
La legge Biagi poi, seppur nobile nelle intenzioni, ovvero nel tentativo di bloccare tali usi impropri con la trasformazione dei co.co.co in contratti di collaborazione a progetto, ha avuto una non corretta applicazione ed ha portato inevitabilmente a più serie e gravi conseguenze, rese possibili dalla particolare attuazione del governo di cenrtro-destra. Il risultato è stato la riduzione degli stipendi e l’aumento della precarietà, ma con conseguente vantaggio da parte delle aziende, specie per lo sfruttamento di elevate professionalità. Il 40% del lavoro precario è, infatti, costituito da laureati, a spregio di quanto fatto da famiglie che si sono sacrificate nella speranza di dare ai propri figli un futuro migliore grazie allo studio, che dovrebbe essere un investimento di risorse economiche e non solo ai fini di una futura miglioria sociale ed economica del singolo. Tuttavia pare, dalle recenti evoluzioni del mercato del lavoro, che tutto ciò non valga più.
La precarietà da luogo a sopraffazioni ed abusi, da luogo a mobbing, impedisce ai giovani di costruirsi un futuro, di creare nuovi nuclei famigliari, di ottenere prestiti, insomma impedisce ai giovani di crescere e diventare adulti responsabili.
Eddy Manzan